L'artigiano dell'Ipertesto

Conoscere persone su Splinder, è questa la ragione fondamentale di questo Blog; una delle più importanti community italiane.
mercoledì, 17 giugno 2009

L'ABRUZZO? I MEDIA SE NE DIMENTICANO

Noi cerchiamo di non fare lo stesso, ecco allora che se partecipiamo a questa campagna potremo dare visibilità ad un bisogno vero: la ricostruzione del 100% delle abitazioni e non solo una parte come il decreto del Governo approvato ieri vuole; , partecipa anche Tu!!100x100

martedì, 26 maggio 2009

CAGLIARI: MORTI 3 OPERAI, LA MATTANZA CONTINUA

La squadra impegnata nei lavori di manuntenzione dell'impianto di desolforazione era composta da quattro operai. Si tratta di un'enorme cisterna capace di contenere fino a 100 mila litri di gasolio in lavorazione. Secondo le norme di sicurezza, due operai devono restare all'esterno mentre gli altri procedono materialmente con l'intervento. Una prima ricostruzione dell'incidente è stata fornita dai colleghi di lavoro delle vittime, che stazionano davanti ai cancelli della Saras. Un primo operaio si sarebbe sentito male intorno alle 13.30, il secondo avrebbe chiesto aiuto ai due rimasti all'esterno: tutti sarebbero quindi entrati nella cisterna, ma solo uno ne è uscito vivo. Gli altri tre sono stati stroncati dalle esalazioni tossiche sprigionatesi dai residui delle lavorazioni. Prima delle 14 è scattato l'allarme in tutta la raffineria: i dipendenti sono stati invitati a mettere in sicurezza gli impianti e ad abbandonare lo stabilimento







Cosa si può dire?















Ormai in Italia quello della morte di operai di ditte esterne che puliscono cisterne piene di veleni sembra  diventata una tragica costante...















Come operaio posso solo portare la Mia testimonianza e dire che gli operai delle ditte esterne sono:















i meno pagati;















seguono meno le norme di prevenzione;















sono quasi tutti dipendenti 'precari';















hanno meno addestramento (spesso niente);















sono composte, per lo più, da quelle persone che 'non conoscono nessuno', non hanno 'santi in paradiso' e non hanno mai trovato un 'posto di lavoro' come lo intendiamo tutti in Italia, cioè un 'posto fisso' che significa anche garantito...















sono i più debli















i più poveri















e, dal sacrificio che fanno ad aiutare gli altri, sono anche le persone migliori















le persone più buone.....
venerdì, 24 aprile 2009

LA VERITA' SUI PIRATI SOMALI

Da: http://www.independent.co.uk

e da: http://arcanaintellego.blogspot.com



Il Puntland contro il Buccaneer 'Doveva sversare rifiuti tossici'". Le accuse mosse dalle autorità della regione semi-autonoma della Somalia al rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati. La società Micoperi: "Era vuoto". Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy –


con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla. Presto inizieranno a combattere le navi somale e a cacciare i pirati sulla terraferma, in una delle regioni più piegate della terra. Ma dietro alla stravaganza del tipo ‘avanti-miei-prodi’ che questa storia racchiude, si nasconde uno scandalo non confessato. Le persone che i nostri governi stanno etichettando come “una delle più grandi minacce del nostro tempo” hanno delle storie incredibili da raccontare – e un po’ di giustizia dalla loro parte. I pirati non sono mai stati quello che noi in realtà crediamo. Nell’“età d’oro della pirateria” – dal 1659 al 1730 – venne creata dal governo britannico, sull’onda di uno spirito propagandistico, l’idea odierna del pirata come un ladro selvaggio e senza scrupoli. Molte persone comuni la ritenevano però non veritiera: i pirati venivano spesso tratti in salvo dalle navi da folle di sostenitori. Perché? Che cosa coglievano loro che a noi non è concesso intendere? Nel suo libro Furfanti di tutti i Paesi [“Villains of All nations”], lo storico Marcus Rediker scava tra le prove per scoprirlo. All’epoca, diventare mercante o marinaio – raccolto dai porti dell’East End londinese, giovane e affamato – significava finire a navigare in un Inferno di legno. Significava lavorare a tutte le ore su una nave sovraccarica e senza cibo, e a concedersi una breve pausa si finiva frustati con il Gatto a Nove Code dal plenipotenziario capitano. I perditempo abituali correvano il rischio di essere gettati in mare. E dopo mesi o anni di tutto questo, spesso si finiva con l’essere imbrogliati sulla paga. I pirati sono stati i primi a ribellarsi a questo sistema. Sono andati contro i loro capitani-tiranni e hanno inventato un modo diverso di lavorare sui mari. Non appena riuscivano ad avere una barca, i pirati eleggevano i loro capitano e prendevano tutte le decisioni assieme. Dividevano il bottino nel modo che Rediker definisce “uno dei più egualitari piani di distribuzione delle risorse esistenti nel diciottesimo secolo”. Addirittura, essi prendevano con loro schiavi africani fuggitivi e ci vivevano assieme, trattandoli da eguali. I pirati hanno dimostrato “piuttosto chiaramente – e in modo sovversivo- che le navi non dovevano necessariamente essere condotte con i modi brutali e oppressivi utilizzati dal servizio mercantile e dalla flotta britannica”. Ecco perché erano popolari, nonostante fossero dei ladri poco produttivi. Le parole di un pirata di quell’epoca perduta – un giovane inglese di nome William Scott – dovrebbero risuonare in questa nuova epoca di pirati. Prima di essere impiccato a Charleston, Carolina del Sud, egli disse: “Quello che ho fatto è stato salvarmi dalla morte. Sono stato costretto a fare il pirata per vivere”. Nel 1991 il governo della Somalia – nel Corno d’Africa – è collassato. I suoi nove milioni di abitanti da sempre vivono sull’orlo della fame – e molte delle peggiori forze del mondo occidentale hanno visto questa cosa come una grossa opportunità per rubare le riserve di cibo del paese e per versare scorie nucleari nei loro mari. Esatto: scorie nucleari. Non appena il governo somalo è caduto, misteriose navi europee hanno iniziato a comparire al largo delle coste della Somalia, svuotando grossi barili nell’oceano. Gli abitanti della costa hanno cominciato ad ammalarsi. All’inizio soffrivano di strane irritazioni e di nausea, oltre al fatto che mettevano al mondo bambini malformati. Poi, dopo lo tsunami del 2005, centinaia di barili scaricati e perforati sono stati dispersi sulla spiaggia. La gente ha iniziato a soffrire di sintomi da radiazioni e più di 300 persone sono morte. Ahmedou Ould-Abdallah, inviato delle Nazioni Unite in Somalia, mi dice: “Qualcuno sta svuotando materiale nucleare qui. C’è anche del piombo e metalli pesanti come il cadmio e il mercurio”. La maggior parte di queste scorie proviene da ospedali e aziende europee, che sembrano affidarle alla mafia italiana affinché se ne “liberi” in modo economico. Quando ho chiesto a Ould-Abdallah che cosa stavano facendo i governi dell’Europa per questo, mi ha risposto sospirando: “Nulla. Non c’è stata nessuna attività di ripulitura, nessun risarcimento e nessuna attività preventiva”. Nello stesso periodo, altre navi europee hanno iniziato a saccheggiare i mari della Somalia privandoli della loro più importante risorsa: il pesce. Noi abbiamo distrutto le nostre riserve ittiche a causa dello sfruttamento eccessivo, e adesso stiamo attaccando le loro. Più di 300 milioni di dollari di tonno, gamberetti, aragoste e altri pesci vengono rubati ogni anno da enormi pescherecci che navigano illegalmente nelle acque somale non protette. I pescatori locali hanno improvvisamente perso la loro fonte di sostentamento e stanno morendo di fame. Mohammed Hussein, un pescatore nella città di Marka,100 km a sud di Mogadiscio, ha detto all’agenzia Reuters: “Se non si fa niente, presto non ci sarà più pesce nelle nostre acque costiere”. E’ questo il contesto da cui emergono gli uomini che noi ora chiamiamo “pirati”: tutti sono concordi nell’affermare che essi erano dei normali pescatori somali, i quali inizialmente si sono armati di motoscafi nel tentativo di frenare la pesca a strascico e le scarico di scorie chimiche, o almeno di imporre una “tassa” su tali attività. In una surreale intervista telefonica, uno dei capi dei pirati, Sugule Ali, disse che il loro scopo era di “fermare la pesca illegale e lo scarico nelle nostre acque…Noi non ci consideriamo banditi del mare. Noi consideriamo banditi del mare quelli che pescano illegalmente e che rovesciano nelle nostre acque scorie nucleari e portano armi nel nostro mare”. William Scott avrebbe capito queste parole. No, tutto questo non giustifica la cattura di prigionieri e sì, alcuni sono evidentemente solo dei gangster – specialmente quelli che si sono impossessati delle scorte inviate dal World Food Programme. Ma i “pirati” godono del massiccio sostegno della popolazione locale per una ragione. Il sito somalo d’informazione indipendente WardherNews ha condotto l’indagine più approfondita che abbiamo a disposizione riguardo a ciò che la gente somala pensa e ha scoperto che il 70% della popolazione “sostiene fermamente la pirateria come una forma di difesa nazionale delle acque territoriali del paese”. Durante la guerra rivoluzionaria in America, George Washington e i padri fondatori americani pagarono i pirati affinché proteggessero le acque territoriali americane perché non avevano una loro marina o una guardia costiera. La maggior parte degli americani li sosteneva. E’ tanto diverso? Ci aspettavamo forse che i somali affamati restassero passivi sulle loro spiagge, a fare il bagno nelle nostre scorie nucleari guardandoci mentre rubiamo loro il pesce che verrà mangiato nei ristoranti di Londra, Parigi e Roma? Non abbiamo fatto nulla per fermare quei crimini - ma quando qualche pescatore reagisce interrompendo il corridoio di transito del 20 percento della fornitura mondiale di petrolio, allora noi iniziamo a gridare al “male”. Se veramente vogliamo occuparci della pirateria, dobbiamo arrestarne la causa originaria – i nostri crimini – prima di spedire navi armate a scovare i criminali somali. La storia della guerra ai pirati del 2009 è stata riassunta nel modo migliore da un altro pirata, che è vissuto e morto nel IV secolo avanti cristo. Egli era stato catturato e portato davanti ad Alessandro Magno, il quale voleva sapere “a cosa mirasse prendendo possesso del mare”. Il pirata sorrise e rispose: “A ciò a cui miri tu impadronendoti di tutta la terra; ma io, che lo faccio con una barca insignificante, vengo chiamato ladro mentre tu, che lo fai con una grande flotta, vieni chiamato imperatore”. E di nuovo, le nostre grandi navi imperiali oggi navigano per i mari - ma chi è il ladro? POST SCRIPTUM: Alcuni commentatori guardano con perplessità al fatto che sia lo scarico delle scorie tossiche sia il furto di pesce avvengano nello stesso posto –il pesce non viene contaminato? Di fatto, la costa somala è vasta, estendendosi per 3.300 km. Per rendere l’idea, pensate a quanto sarebbe facile – se non ci fossero la guardia costiera o l’esercito- rubare pesce dalla Florida o gettare scorie nucleari in California. Questi sono eventi che accadono in posti diversi ma con gli stessi terribili effetti: morte della popolazione locale e incoraggiamento del la pirateria. Non c’è nessuna contraddizione.
venerdì, 13 febbraio 2009

CONCORSI DI BELLEZZA SUL WEB?

Sono realisticamente possibili dei concorsi di bellezza tramite web? In pratica, cioè ogni partecipante basta mandi un paio di foto con descrizione di sè ed ecco fatto: la giuria sarebbe plebiscitaria: ogni utente un nome, quindi per votare bisognerà prima registrarsi e POI votare, in modo da non dare possibilità di doppi voti ( o almeno per scoraggiarli) sarebbe tutto gratis: chi lo organizza guadagnerebbe solo con le pubblicità e, nel tempo i premi potrebbero aumentare di valore con l'aumentare di numero di partecipanti e pubblico, aumento di entrate ecc: un vero business!!!!

martedì, 06 gennaio 2009

TUTTI PAZZI PER LE CHAT

Le chat sono una grossa attrattiva per tutti. Frequento persone poco scolarizzate, che internet non ce l'hanno o che magari ce l'hanno e hanno comprato il pc e hanno la connessione adsl ma dicono 'l'ho comperato per il figlio, per aiutarlo con la scuola', ma il motivo più o meno nascostoè quello di 'chattare', con la speranza di trovare un 'l'amore proibito' , l'anima gemella, o comunque l'incontro proibito..

Ora tutti sono capaci a chattare, compresi quelli che il pc non ce l'hanno: imparato al web-caffè o da un amico non lo ammettono in pubblico ma lo scopo è sempre quello....

Il desiderio di trasgredire è forte: si compra il Pc e ci si collega ad internet 'per risparmiare sull'abbonamento alle Pay Tv sportive' o un altro motivo specifico, poi, quando ci si trova soli davanti allo schermo, si inizia a chattare e la trasgressione inizia prima con il 'nickname' e poi.. poi tutto: il limite solo la fantasia

Le possibilità di chattare e le offerte sia gratuite come Badoo o quelle a pagamento come Onemeet sono tante, c'è solo l'imbarazzo della scelta

Bisogna ringraziare quindi le chat, siti disprezzati da quelli che su internet ci stanno tutto il giorno, ma che portano migliaia, milioni di nuovi utenti del web
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categoria: amore, economia, amicizia, chat, , sexy, segreti, sessualità, disoccupazione, trasgredire, incontri in internet


mercoledì, 27 agosto 2008

LAVORARE IN INTERNET OFFRENDO CONSULENZE TELEFONICHE

Ora è possibile monetizzare la nostra esperienza in un dato campo. Da quello lavorativo al campo sentimentale, da quello tecnico al campo meico il lavoro, lo studio insomma possiamo guadagnare offrendo consulenze - consigli telefonici , con Skype, un ottimo metodo per arrotondare i Nostri stipendi da precari.
postato da Blogmasterpg alle ore 12:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: economia, consigli, come fare, precariato, guadagnare, precario, guadagnare in internet


venerdì, 01 agosto 2008

COME PAGARE MENO TASSE

Ecco un articolo che dà l'idea di come pagare meno tasse in maniera del tutto legale.
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categoria: economia, consigli, finanza, come fare, prestiti, guadagnare, macroeconomia


lunedì, 09 giugno 2008

DISOCCUPAZIONE PER PRECARI. AUMENTA IL SUSSIDIO

E vai; siamo al 60%, non male però, no? Dopo che Silvietto l'ebbe portata al 50% , Prodi l'ha portata al 60% e in questo ultimo mese chi ha iniziato a prendere il sussidio di disoccupazione dal 2008 ha visto incrementare la propria quota:  la legge è entrata pienamente in vigore.  Sò di persone che prendevano sui 500 euro al mese che nel mese scorso si sono visti arrivare 1.200 euro, (prendono la disoccupazione ordinaria, guadagnagno sui 1,000 scarsi al mese),  mi hanno riferito che nel loro c/c bancario non c'era specificato niente di più del solito quindi 1,200 euro per " sussidio di disoccupazione mese di Aprile", ma eidentemente si trattava di un conguaglio per i 2-3 mesi precedenti. Comunque questo blog di ecomia spiega molto bene come funziona il tutto, addirittura rimanda ad una pagina INPS dove ci sono le istruzioni dettagliate di tutte le novità. Ho sentito gente dire che " il 60% è troppo se non lavori"  ma io rispondo con tutte le tasse che paghiamo alla fonte - in pratica se guadagni 1.000 euro già Te ne tolgono fra tutto altrettanti 1.000,  e le altre imposte dirette - vedi irpef, Ici,  - ,le imposte sui servizi , a volte collegate con quelle sui consumi - acqua, gas, immondizia, luce, telefono, televisione ecc., ecc., ecc...-  chi prende il sussidio di disoccupazione se lo ripaga abbondantemente quando lavora. Purtroppo quello che non funziona nel Nostro paese ormai è chiaro: sono gli sprechi: i tanti soldi che vanno per cose inutili o per 'sussisteza inutile e dannosa', come le famose 'comunità montane' dove migliaia di lavoratori prendono lo stipendio, ma che in effetti ne lavorano solo il 30%, gli altri o non hanno niente da fare, o se ne stanno in malattia, in quanto il lavoro è realmente morificante visto che tra questi parecchi devono marare il crtellino, aspettare in capannoni che passino le 8 ore e tornarsene a casa: ma non si potva far di meglio o offrire di meglio a queste persone? Magari dargli dei piccoli prestiti per aprire piccole attività, prestiti senza interessi, rifondabili in piccole rate e senza fretta, magari avrebbero guadagnato di meno, ma srebbero persone realizzate e con un lavoro dignitoso, non un peso per la società e con la vergogna di essere degli 'sftruttatori',oltre ad avere l'obbligo per sè e per i familiari di dover votare il politico che li ha sistemati, e di 'posti' così nello stato, nelle pubbliche amministrazioni o aziende con maggioranza di capitale pubblico ce ne sono ancora tantissime, specialmente al ùsud -aihmè- che permette ad una grande fascia di popolazione di 'sedersi sugli allori' e non darsi da fare. Chi lavora 6 mesi all'anno e prende la disoccupazione, dopo qualche tempo, anche se per indole non è portato, cercherà nel periodo 'di riposo' di arrotondare in qualche modo
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categoria: lavoro, economia, politica italiana, precariato, disoccupazione, precario


venerdì, 02 maggio 2008

SOLDATO FUTURO il nuovo progetto dell'esercito italiano

A volte la scienza e la tecnologia applicate prendono delle grosse 'cantonate'. Ora che vediamo che le applicazioni di computers e la digitalizzazione ci aiutano così tanto nella vita civile vogliamo per forza di cose riportarle nella vita militare. Ma come ho sentito da uno che se ne intende nel campo (un fante operativo) poi le cose vanno spesso in modo diverso. Specialmente per un fante la leggerezza dei materiali e l'adattabilità alle condizioni meteo e il fatto di poter resistere più tempo possibile senza rifornimenti dovrebbero essere fattori di importanza primaria che 'Soldato futuro' però difficilmente potrà 'superare'... continua l'articolo completo

postato da Blogmasterpg alle ore 18:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: economia, recensione, difesa, esercito italiano


venerdì, 02 maggio 2008

Forse non molti sanno che anche l'esercito italiano -finalmente- si sta adeguando ai nuovi mezzi,. Sì perchè l'informatica non ha invaso solo le nostre case, scuole e ospedali, ma anche i campi di battaglia e questo da un bel pò, si basti pensare che internet fu inventata alla fine degli anni '60 proprio dai militari come supporto di comunicazioni in caso una guerra nucleare avesse distrutto tutti gli altri mezzi. Transistor, sistemi di avvistamento, satelliti : chi ce l'ha può combattere una guerra intesa come si combatteva nellla 2a guerra mondiale con un centesimo del numero di soldati. La differenza, oltre che nei materiali è nella preparazione dei soldati. questi dagli ufficiali fino al grado più basso dovranno vedersela con  strumentazione digitale che prevede una preparazione a volte molto meticolosa. L'Italia ha iniziato circa 10 anni fà a 'svecchiare' l'esercito, togliendo la leva, cercando di specializzare i suoi. Da canto Loro le industrie italiane non sonostate al passo. Fa sempre grandi esportatori d'armi noncè inventori, da Leonardo da Vinci in poi non ci siamo mai fermati, l'Italia potrebbe essere una di quelle nazioni all'èlite per la costruzione e la messa a punto dei 'sistemi d'arma'. Ricordo che sviluppare armi non implica essere guerrafondai, anzi. Se la guerra fredda non è mai diventata 'calda' lo si deve proprio al controllo che le due grandi potenze hanno svolto reciprocamente e sul fatto che hanno sempre cercato di sviluppare nuove armi e tecnologie, industria che poi ha vuto delle positive ricadute sull'economia, la tecnologia e la scienza dei rispettivi stati, questo finchè una delle due ha fatto il passo più lungo della gamba. Un progetto in questo senso, forse quello per ora più rivoluzionario perchè comprende, trasversalmente, quasi tutti gli addetti alla difesa è il Nostro  "soldato futuro" con questa sigla si vuole determinare un progetto di questa portata. Ma:  sarà utile? E,  sopratutto:  ce lo potremo permettere?  ecco qui l'articolo completo
postato da Blogmasterpg alle ore 17:55 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: economia, recensione, finanza, difesa


Utente: Blogmasterpg
Nome: Massy Biagio


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